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periodico di informazione locale

La Biancona della via Aurelia: la Chiesa nazionale messicana

chiesamessicanaLa consuetudine della Chiese nazionali in Roma ha dato al Centro del cattolicesimo molti gioielli di architettura sacra. Tra questi si può annoverare la Chiesa di Nostra Signora di Guadalupe della via Aurelia ,sita nel XIII Municipio (ex-XVIII), costruita con le offerte dei Cattolici messicani e per volontà e zelo dei PP. Legionari di Cristo. Il bellissimo tempio, moderno ed ispirato ad una propria classicità, opera dell’Architetto Giovanni Mazzocca. Nostra Signora di Guadalupe è sorta come omaggio della nobile Nazione cattolica del Messico alla Città Santa, e come un atto di fede e di devozione alla Sede Apostolica, per così offrire a tutti i Messicani in viaggio per L’Europa un’occasione di ritrovare a Roma la loro Patrona e Regina dovutamente onorata. La costruzione fu promossa da S.S. Pio XII all’inizio dell’anno 1955. L’undici aprile dello stesso anno, la prima pietra, prelevata dalla collina di Città del Messico dove sorge il celebre Santuario della “Reia de México y Emperatriz de las Américas”, prima di essere posta, fu personalmente benedetta dal Papa in una cerimonia privata in Vaticano. Numerose personalità erano presenti a questo avvenimento, e tra le più rappresentative gli Em.mi Cardinali Micara, Pizzardo, G. Cicognani, Canali, Piazza, Tedeschini e Cariaci. Dopo tre anni, il dodici ottobre del 1958 aveva luogo la solenne consacrazione, compiuta dal’Em.mo Card. Josè Garbi y Rivera, Arcivescovo di Guadalajara, e un giorno dopo l’inaugurazione, resa anch’essa particolarmente memorabile dalla partecipazione degli Em.mi Pizzardo, Tedeschini, Cicognani, Gonfalonieri e Carruba, con numerose altre personalità. La pianta della chiesa è quella tipica delle basiliche cristiane. La navata centrale, coperta con un tetto a capriate, nella parte superiore è fenestrata e la luce penetra all’interno, morbida e calda, attraverso lastre di onice messicano. Le due navate laterali sono più basse rispetto a quella centrale, e come tali si rivelano anche in facciata. La facciata è in travertino levigato e marmi policromi con sobri ma efficaci motivi geometrici. Nella parte superiore una finestra ottagona circoscrive un rosone, al centro del quale, come in un guscio di mandorla, è raffigurata in mosaico l’immagine di Nostra Signora di Guadalupe. La pilastratura è in travertino, e sui singoli pilastri poggiano travi di cemento armato, a vista, a sostegno delle pareti della navata centrale e copertura delle navate laterali. Le pareti interne ed esterne della chiesa sono rivestite in mattoni, mentre l’abside, nella parete di fondo, è rivestita di mosaici a motivi geometrici, che fanno da contorno al quadro della Vergine di Gadalupe, incastonata in una ricca ed originale cornice d’arte messicana. Il pavimento della chiesa è in marmi policromi, a disegni molto originali nel mezzo della navata centrale. L’abside è sopraelevato di alcuni gradini rispetto al piano della chiesa e ciò pone l’altare in ottima visibilità rispetto ai fedeli. Un fresco mosaico si sviluppa lungo le fasce laterali che sovrastano i pilastri della navata centrale. La sobria decorazione, conferisce all’interno della chiesa un aspetto di chiarezza e di semplicità quanto mai consono alla sensibilità del mondo contemporaneo. L’Osservatore Romano del 14 dicembre del 1958, così descriveva la chiesa:” La cosa che colpisce in questa chiesa e la distingue tra le tante opere contemporanee meno felici, è certo quella obiettività di valutazione che è rispetto, amore e anche misura delle cose, delle materie, delle forme e del retaggio di contenuto che è in ogni spetto della tecnica e della cultura umana. Quel senso d’amore, senza idolatria, per la pluralità e la ricchezza dei materiali e delle strutture antiche e nuove, che fa di essa una sintesi estetica che è strumento vivo e contemporaneo e convincente al messaggio religioso……” La chiesa fu visitata il 20 novembre del 1962 da Sua Santità Giovanni XXIII. 

Foto di Franco Leggeri