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periodico di informazione locale

Pinacci Nostri presenta Villa Sacchetti

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In occasione dello splendido murale realizzato a fine marzo 2016 da Cristiano Quagliozzi che rappresenta Villa Sacchetti, l'Associazione "Pinacci Nostri" presenta sulla sua pagina fb la storia di questa che era una splendida residenza di campagna della famiglia Sacchetti. Riproponiamo questa storia, perchè accresca la conoscenza del nostro territorio.

"Villa Sacchetti, Cristiano Quagliozzi. L’area della “Valle dell’Inferno”, ovvero il declivio compreso tra via della Pineta Sacchetti ed il fondovalle di via di Valle Aurelia, un tempo costituiva una delle più estese tenute fuori Porta Angelica: la tenuta del Pigneto, così denominata a partire dal XVII sec. per la presenza di un suggestivo boschetto di pini. Il vasto fondo era conosciuto anche come Vigna Sacchetti, in quanto costituitosi attraverso l’acquisizione progressiva di alcuni terreni da parte della potente famiglia Sacchetti, originaria di Firenze, stabilitasi a Roma attorno alla metà del ‘500.
In quest’area venne costruita su commissione del cardinale Giulio Cesare Sacchetti, una magnifica villa di campagna su progetto di Pietro da Cortona: il casino Sacchetti. La villa non è più esistente, né si sono salvati i disegni originali. Il casino sorgeva lungo il declivio della collina di fronte alla Valle Aurelia e ai giardini vaticani e accanto ad una folta pineta (si pensa che questa abbia dato il nome all'intera proprietà: Pigneto e poi Pineto). Si trattava di una lussuosa villa suburbana, adatta a brevi soggiorni, adeguata allo status sociale della nobile famiglia. Numerose sono le rappresentazioni iconografiche che ritraggono la villa, le quali testimoniano il carattere particolarmente innovativo dell’edificio che la rese simbolo e modello della villa barocca. Il Casino al Pigneto dei Sacchetti era un complesso articolato con logge, ninfei, statue e giochi d’acqua, di forte impatto scenografico, affiancato da un singolare monumento, il Mausoleo dell’Asino Grillo: un’antica urna romana dove, secondo la tradizione, sarebbe stato sepolto un asino particolarmente caro al Cardinale Giulio. L'opera, sia nella struttura che nelle decorazioni, risentì di varie tendenze: dall'esperienza del Bramante (Belvedere in Vaticano) al manierismo, dagli architetti toscani al Palladio. Tuttavia il Cortona creò un'opera capace di anticipare i principi fondamentali del Barocco e di influenzare molti architetti in tutta Europa. A partire dal ‘700 la villa andò in rovina e fu abbandonata dalla famiglia Sacchetti, nel 1747. In questo murale di Cristiano Quagliozzi villa Sacchetti è rappresentata in tutto il suo splendore, una specie di antico “Overlook Hotel”, l’albergo che nel romanzo Shining di Stephen King è descritto come un isolato luogo di villeggiatura durante il periodo estivo, popolato da fantasmi e attività paranormali durante i mesi invernali. Questi fantasmi, nell’immaginario dell’artista, sono i nobili, cardinali, gli ospiti e la servitù del casino Sacchetti, come se ancora oggi rivivessero in un alone di mistero. L’intera villa è adagiata su una enorme barca che la porta alla sua rovina a ricordare che la causa della precoce distruzione del manufatto fu dovuta ad una falda acquifera.
Nel 1859 la famiglia Sacchetti vendette l’intera proprietà al principe Alessandro Torlonia che fece abbattere definitivamente ciò che restava del Casino e provvide a restaurare due casali preesistenti al casino, impiantando una nuova pineta. Nel 1956 la famiglia Torlonia vendette a sua volta la proprietà ad una società immobiliare che aveva dalla sua parte alcuni progetti di costruzione immobiliare. Tali progetti furono tuttavia bloccati dai vincoli imposti dal Comune di Roma e dal Ministero dei Beni Culturali, in seguito al movimento dei comitati di quartiere della zona che ne chiedevano la trasformazione in parco e che lo occuparono il 16 dicembre del 1973.
Nei primi anni ottanta il parco è stato espropriato dal Comune che lo ha destinato a parco pubblico ed oasi naturalistica. Dei due casali rurali costruiti al limitare della parte nord, vicino alla pineta, uno è rimasto abbandonato mentre l'altro è stato restaurato ed adibito a Biblioteca comunale del XIII Municipio (Biblioteca Casa del Parco).
Attualmente la La rete del Pineto, le associazioni Volontari Decoro Tredicesimo ed i comitati di quartiere hanno chiesto al comune di restaurare il secondo casale e di recintare adeguatamente il parco del Pineto, oggetto di degrado ed incuria in molte sue parti.
Oggi, del casino Sacchetti e dell’originario boschetto di pini che diedero fama alla tenuta, rimangono solo pochi elementi residuali legati alla villa, parzialmente coperti dalla vegetazione. "